AGOV nelle architetture cloud, SaaS e Hyperscaler
Interazione con Microsoft Entra ID, Microsoft 365, AWS, Google Cloud e altre piattaforme
1. Contesto
AGOV è il servizio di autenticazione delle autorità svizzere. Le applicazioni target possono essere collegate ad AGOV mediante OpenID Connect, in breve OIDC, oppure SAML 2.0, direttamente o tramite un sistema esistente di gestione delle identità e degli accessi.
AGOV non è vincolato a uno specifico modello operativo. Un’applicazione target può essere gestita in particolare:
- in un centro di calcolo dell’autorità competente
- presso un fornitore di servizi pubblico o privato
- in un cloud privato
- come software as a service
- su una piattaforma hyperscaler
- oppure in un’architettura ibrida o interorganizzativa
È necessario che l’applicazione target stessa o un componente IAM a monte supporti un profilo OIDC o SAML compatibile con AGOV.
AGOV non esclude il collegamento di soluzioni SaaS, cloud o hyperscaler. La possibilità tecnica di collegamento deve tuttavia essere distinta dall’ammissibilità giuridica, di sicurezza e organizzativa del rispettivo modello operativo.
2. Identità, contesto organizzativo e autorizzazione
AGOV autentica persone fisiche. Conferma all’applicazione target collegata quale persona ha effettuato l’accesso e con quale qualità di autenticazione o di verifica dell’identità.
Un conto AGOV rappresenta sempre esattamente una persona fisica. Non rappresenta in particolare:
- l’appartenenza a un’autorità o a un’organizzazione
- una funzione professionale
- un potere di rappresentanza
- un ruolo specialistico
- una licenza cloud
- un’autorizzazione applicativa
- oppure un’assegnazione di risorse
Queste informazioni e decisioni rimangono di competenza dell’autorità responsabile, del relativo IAM organizzativo, della piattaforma cloud o dell’applicazione specialistica interessata.
Il modello fondamentale delle responsabilità è il seguente:
AGOV autentica la persona fisica.
L’IAM organizzativo associa la persona a un’organizzazione, a una funzione o a un ruolo.
La piattaforma cloud gestisce i propri conti, licenze, gruppi, ruoli e token specifici.
L’applicazione specialistica decide in merito alla concreta autorizzazione specialistica.
3. Modelli di integrazione
3.1 Collegamento diretto
Un’applicazione target può essere collegata direttamente ad AGOV come OIDC relying party o SAML service provider.
Applicazione ↔ AGOV
Questo modello è indicato in particolare per applicazioni sviluppate dalle autorità, portali di Governo elettronico e soluzioni standard con un collegamento OIDC o SAML liberamente configurabile.
3.2 Collegamento tramite un IAM esistente o un identity broker
Più applicazioni target possono essere collegate ad AGOV mediante un componente IAM comune.
Applicazioni ↔ IAM o identity broker ↔ AGOV
Il livello di intermediazione può in particolare:
- armonizzare diversi profili di protocollo
- trasformare claim e attributi
- integrare identificatori interni delle persone
- acquisire le appartenenze organizzative da registri separati
- assegnare gruppi e ruoli
- riunire più applicazioni in un dominio SSO
- isolare da AGOV le particolarità specifiche di un prodotto
Il collegamento tramite un sistema IAM esistente fa parte del modello di integrazione previsto per AGOV.
3.3 Collegamento tramite l’IAM di una piattaforma cloud
L’IAM di una piattaforma cloud può operare nei confronti di AGOV come relying party o come livello di intermediazione delle identità.
Applicazione cloud ↔ IAM cloud ↔ AGOV
In questo modello AGOV autentica la persona fisica. La piattaforma cloud emette successivamente i propri token e gestisce i conti, i ruoli e le decisioni di accesso specifici della piattaforma.
4. Supporto dei protocolli e interoperabilità concreta
Il supporto di OIDC o SAML costituisce la base tecnica per un collegamento. Per la concreta integrazione occorre inoltre verificare che i profili e le procedure utilizzati da AGOV e dalla rispettiva piattaforma target siano compatibili.
Occorre considerare in particolare:
- profili OIDC o SAML
- issuer, audience ed entity ID
- procedure di redirect e callback
- identificatori stabili delle persone
- claim e attributi
- procedure di firma e cifratura
- sostituzione di chiavi e certificati
- durata delle sessioni e nuova autenticazione
- qualità di autenticazione e step-up
- single logout
- requisiti di browser, applicazioni mobili, client desktop o strumenti a riga di comando
Differenze in singoli punti non escludono in linea di principio un’integrazione. A seconda della situazione possono essere risolte mediante configurazione, un’integrazione del profilo, un ulteriore sviluppo di AGOV oppure l’impiego di un identity broker controllato.
5. Microsoft Entra ID e Microsoft 365
Microsoft 365 utilizza Microsoft Entra ID come piattaforma di directory, token, licenze e accessi.
Un dominio Microsoft 365 può in linea di principio essere federato con un identity provider SAML esterno. Microsoft utilizza a tal fine uno specifico profilo di integrazione con requisiti definiti per endpoint, identificatori, claim, firme e procedure dei client.
Un possibile modello di integrazione è il seguente:
Microsoft 365 ↔ Microsoft Entra ID ↔ AGOV o identity broker
AGOV autentica la persona fisica. Microsoft Entra ID rimane responsabile in particolare di:
- conti utente Microsoft 365
- User Principal Name
- licenze
- gruppi
- ruoli
- assegnazioni di applicazioni
- token Microsoft
- Microsoft Graph
- regole di accesso specifiche di Microsoft.
Una federazione diretta tra AGOV e Microsoft Entra ID presuppone la compatibilità dei profili e delle procedure utilizzati. Se un requisito specifico del prodotto non è soddisfatto direttamente, può essere utilizzato un adeguato livello di intermediazione oppure può essere presentata ad AGOV una corrispondente richiesta di ulteriore sviluppo.
La federazione di un dominio Microsoft 365 deve essere distinta dagli scenari Microsoft Entra External ID. Questi riguardano in particolare l’accesso di persone esterne a determinate risorse protette da Entra e devono essere valutati separatamente dal punto di vista tecnico e organizzativo.
6. Amazon Web Services
Nel caso di AWS occorre distinguere diversi scenari di utilizzo.
6.1 Accesso al livello di gestione AWS
Per l’accesso personale ai conti AWS e alla AWS Management Console può essere utilizzato AWS IAM Identity Center. IAM Identity Center può delegare l’autenticazione a un identity provider SAML esterno.
AWS Management Console ↔ AWS IAM Identity Center ↔ AGOV o identity broker
AGOV autentica la persona fisica. AWS gestisce in particolare:
- conti AWS
- permission set
- ruoli IAM
- gruppi
- policy delle risorse
- sessioni e token AWS.
La federazione SAML non sostituisce la predisposizione degli utenti, dei gruppi e delle assegnazioni di ruolo necessari in AWS. Questi elementi vengono gestiti separatamente, ad esempio mediante SCIM, amministrazione manuale o un IAM organizzativo a monte.
6.2 Applicazioni specialistiche gestite su AWS
Un’applicazione gestita su AWS può essere collegata direttamente ad AGOV mediante OIDC o SAML.
Applicazione su AWS ↔ AGOV
In alternativa può essere utilizzato Amazon Cognito come livello di intermediazione.
Applicazione su AWS ↔ Amazon Cognito ↔ AGOV
In questo modello Cognito emette i token specifici del prodotto e attribuisce gli attributi all’applicazione.
6.3 Workload tecnici
Processi tecnici, server, container, funzioni e conti di servizio non sono autenticati tramite AGOV. Per tali workload occorre utilizzare le procedure previste per le identità tecniche, le credenziali di breve durata e la workload federation.
7. Google cloud
Google Cloud consente, mediante Workforce Identity Federation, di integrare identity provider OIDC o SAML esterni per le persone fisiche.
Google Cloud ↔ Workforce Identity Federation ↔ AGOV
AGOV autentica la persona fisica. Google Cloud associa l’identità trasmessa e gli attributi ammessi ai propri ruoli IAM e alle proprie autorizzazioni sulle risorse.
Google Cloud rimane responsabile in particolare di:
- workforce pool
- mappatura degli attributi
- principal set
- ruoli Google Cloud IAM
- policy delle risorse
- token Google di breve durata.
Workforce Identity Federation per persone fisiche deve essere distinta da Workload Identity Federation per processi tecnici.
Google Cloud Workforce Identity Federation non deve inoltre essere equiparata a Google Workspace. Il collegamento di Google Workspace costituisce uno scenario di prodotto distinto.
8. Altre piattaforme cloud e SaaS
8.1 Oracle Cloud Infrastructure
OCI IAM Identity Domains può delegare l’autenticazione a un identity provider SAML esterno.
Oracle Cloud ↔ OCI IAM Identity Domain ↔ AGOV o identity broker
Gruppi, ruoli, policy e autorizzazioni cloud rimangono in OCI oppure nell’IAM organizzativo competente.
8.2 SAP Business Technology Platform
A seconda del servizio e dell’architettura, SAP BTP può essere collegata direttamente ad AGOV mediante SAML oppure indirettamente tramite SAP Cloud Identity Services.
Modello diretto:
Applicazione SAP BTP ↔ AGOV
Modello intermediato:
Applicazione SAP BTP ↔ SAP Cloud Identity Services ↔ AGOV
Le role collection, i ruoli aziendali e le autorizzazioni specifiche di SAP rimangono al di fuori di AGOV.
8.3 Salesforce
Salesforce può operare come SAML service provider nei confronti di AGOV o di un identity broker.
Salesforce ↔ AGOV o identity broker
Oggetti utente, profili, permission set, licenze e autorizzazioni specialistiche rimangono in Salesforce oppure nell’IAM organizzativo competente.
8.4 ServiceNow e altre soluzioni SaaS
ServiceNow e numerosi altri prodotti SaaS supportano il collegamento di identity provider esterni mediante OIDC o SAML.
Se una soluzione SaaS consente di definire un identity provider OIDC o SAML del cliente, è in linea di principio possibile esaminare e realizzare un collegamento diretto o intermediato ad AGOV.
9. Panoramica
- Piattaforma o scenario
- Possibile collegamento ad AGOV
- Responsabilità rimanente
- Applicazione specialistica sviluppata internamente
- Direttamente mediante OIDC o SAML
- Ruoli specialistici, autorizzazioni, sessioni e dati aziendali
- Microsoft 365
- Tramite Microsoft Entra ID, direttamente in caso di compatibilità dei profili o tramite broker
- Conti, UPN, licenze, gruppi, ruoli e token Microsoft
- AWS Management Console
- SAML tramite AWS IAM Identity Center
- Conti AWS, permission set, ruoli IAM e provisioning
- Applicazione specialistica su AWS
- Direttamente mediante OIDC o SAML oppure tramite Amazon Cognito
- Profili applicativi, risorse AWS e diritti specialistici
- Google Cloud
- OIDC o SAML tramite Workforce Identity Federation
- Mappatura degli attributi, ruoli IAM e policy delle risorse
- Oracle Cloud
- SAML tramite OCI IAM Identity Domains
- Gruppi, ruoli e policy OCI
- SAP BTP
- Direttamente mediante SAML oppure tramite SAP Cloud Identity Services
- Role collection e ruoli aziendali SAP
- Salesforce
- SAML direttamente o tramite broker
- Profili, permission set, licenze e autorizzazioni specialistiche
- Altre soluzioni SaaS
- OIDC o SAML previa verifica del concreto profilo di integrazione
- Conti, ruoli, dati e processi specifici del prodotto
10. Requisiti per AGOV
AGOV è orientato alle esigenze delle autorità svizzere e viene sviluppato di conseguenza.
Se una relying party necessita, per il collegamento di una piattaforma cloud o SaaS, ad esempio di:
- un claim aggiuntivo
- un determinato attributo
- una variante di firma supplementare
- un comportamento specifico del protocollo
- un’estensione di un profilo di integrazione esistente
- oppure un’ulteriore funzione basata su standard
può presentare tale requisito alla Cancelleria federale tramite i canali previsti per il collegamento, lo scambio e la governance.
I requisiti di interoperabilità specifici di determinati prodotti fanno parte del regolare sviluppo di AGOV. Non costituiscono di per sé un motivo di esclusione della piattaforma interessata.
La Cancelleria federale valuta tali requisiti considerando in particolare:
- sicurezza
- protezione dei dati
- conformità agli standard
- utilità per più autorità e relying party
- effetti sulle integrazioni esistenti
- operabilità
- costi
- prevenzione di dipendenze non necessarie da singoli fornitori.
Un ulteriore sviluppo di AGOV è particolarmente opportuno se un requisito si basa su standard aperti, migliora l’interoperabilità e non comporta il trasferimento in AGOV di ruoli specialistici, appartenenze organizzative o autorizzazioni specifiche di un prodotto.
Se un requisito è rilevante esclusivamente per un singolo prodotto o è fortemente proprietario, può risultare più adeguato l’impiego di un identity broker controllato.
11. Hyperscaler, sovranità digitale e governo elettronico
11.1 Ambito di competenza di AGOV
AGOV disciplina l’autenticazione e le condizioni quadro IAM necessarie a tale scopo.
L’impiego di AGOV non decide se un’applicazione specialistica possa essere gestita localmente, in un cloud privato, come soluzione SaaS oppure su una piattaforma hyperscaler.
Per tale valutazione AGOV non stabilisce ulteriori prescrizioni materiali in materia di cloud o sovranità che vadano oltre il quadro IAM applicabile ad AGOV, in particolare l’ordinanza sui sistemi di gestione delle identità e sui servizi di elenchi della Confederazione, OGIAM.
Un collegamento ad AGOV non equivale pertanto né a un’autorizzazione né all’esclusione di una determinata piattaforma cloud.
11.2 Responsabilità della relying party
L’autorità responsabile del processo specialistico, rispettivamente la relying party, valuta l’ammissibilità del modello operativo scelto.
Essa rimane responsabile in particolare di:
- base legale del processo specialistico
- finalità e proporzionalità del trattamento dei dati
- scelta della soluzione cloud, SaaS o di piattaforma
- classificazione e necessità di protezione dei dati
- assegnazione di ruoli e diritti di accesso
- sicurezza delle informazioni
- protezione dei dati
- trattamento dei dati su mandato
- eventuali subresponsabili
- comunicazioni di dati all’estero
- conservazione e cancellazione
- registrazione e tracciabilità
- business continuity
- capacità di uscita e migrazione
- informazione delle persone interessate
L’impiego di AGOV non trasferisce tale responsabilità alla Cancelleria federale o al servizio di autenticazione.
11.3 Dati dei cittadini
Le applicazioni di Governo elettronico trattano spesso dati personali di cittadine e cittadini. A seconda del processo specialistico possono comprendere dati degni di particolare protezione, dati fiscali, sanitari, sociali, procedurali o altre informazioni con un elevato bisogno di protezione.
Prima di un trattamento su una piattaforma SaaS o hyperscaler, l’autorità competente deve esaminare in particolare:
- l’esistenza di una base legale sufficiente
- i dati necessari per il relativo scopo
- le conseguenze di una violazione della riservatezza, integrità, disponibilità o tracciabilità
- i luoghi di trattamento di dati, backup, log e dati di telemetria
- le possibilità di accesso amministrativo e tecnico del fornitore
- i subresponsabili coinvolti
- i possibili accessi dall’estero
- il controllo delle chiavi crittografiche
- la possibilità di esportare e cancellare completamente i dati
- la possibilità di migrare verso un’altra piattaforma
- la continuità operativa in caso di guasto, cessazione del contratto o cambiamenti geopolitici
11.4 Sovranità digitale
La sovranità digitale non è uno stato binario. Designa la capacità di controllo e di azione necessaria a un’autorità nello spazio digitale.
Nell’impiego di un hyperscaler occorre considerare in particolare:
- controllo giuridico e tecnico
- dipendenza da un singolo fornitore
- capacità di cambiamento e rientro
- controllo dei dati e delle chiavi crittografiche
- disponibilità di alternative
- padronanza dell’architettura complessiva
- competenze proprie di esercizio e gestione
- capacità di far valere gli accordi contrattuali
- rischi di concentrazione e a cascata
- resilienza rispetto a crisi e cambiamenti geopolitici
Un fornitore internazionale non è escluso per il solo fatto di essere internazionale. Analogamente, una soluzione non è digitalmente sovrana per il solo fatto che i dati sono memorizzati in un centro di calcolo in Svizzera.
È determinante l’effettiva capacità di controllo e di azione dell’autorità competente.
11.5 Contributo di AGOV
AGOV può rafforzare la sovranità digitale di un’architettura cloud evitando che l’autenticazione primaria della persona fisica debba essere trasferita integralmente al fornitore cloud.
In tal modo possono essere ridotte in particolare le seguenti dipendenze:
- password supplementari presso il fornitore cloud
- procedure proprietarie di autenticazione
- trasferimento completo dell’identità primaria della persona in una directory cloud commerciale
- verifiche dell’identità differenti per singole piattaforme
- dipendenza permanente dell’autenticazione statale da un unico ecosistema di fornitori
L’impiego di AGOV non elimina tuttavia le altre dipendenze di una piattaforma cloud. Memorizzazione dei dati, logica applicativa, amministrazione, gestione delle autorizzazioni, disponibilità e capacità di uscita devono continuare a essere valutate separatamente.
12. Conclusione
AGOV può essere utilizzato per applicazioni gestite localmente, prodotti SaaS e applicazioni su piattaforme hyperscaler.
Il collegamento avviene direttamente oppure tramite un IAM esistente o un identity broker, mediante OIDC o SAML.
I requisiti di interoperabilità specifici dei prodotti possono essere presentati regolarmente alla Cancelleria federale. Essi fanno parte della gestione del prodotto AGOV e dell’ulteriore sviluppo del servizio.
AGOV autentica la persona fisica. Non decide in merito all’ammissibilità di una piattaforma cloud, al trattamento dei dati dei cittadini o ai diritti di accesso specialistici.
L’autorità responsabile, rispettivamente la relying party, valuta la base legale, il bisogno di protezione, la sicurezza delle informazioni, la protezione dei dati, la sovranità digitale e le necessarie misure tecniche, organizzative e contrattuali.
In questo modo un’autenticazione gestita dalle autorità può essere combinata con moderne tecnologie cloud senza confondere le responsabilità tra AGOV, relying party e fornitore cloud.