Previdenza professionale: stress test dopo un anno positivo per gli investimenti / Promozione della resilienza e ulteriore sviluppo del sistema di previdenza
Berna, 13.05.2025 — Dopo un altro anno di performance positiva degli investimenti, nel 2024 i gradi di copertura degli istituti di previdenza hanno registrato un nuovo aumento. Nel 2024 il rendimento patrimoniale netto medio è stato del 7,4 per cento (2023: 5,2 %). Alla fine del 2024 gli istituti di previdenza presentavano un grado di copertura medio del 114,7 per cento (2023: 110,3 %) e soltanto lo 0,8 per cento (2023: 7 %) si trovava in una situazione di copertura insufficiente. Nonostante la costituzione di ulteriori riserve di fluttuazione di valore negli ultimi due anni, gli istituti di previdenza continuano a essere notevolmente sollecitati a causa degli attuali stravolgimenti dei mercati finanziari e incertezze geopolitiche.
Il 13 maggio 2025 la Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale (CAV PP) ha pubblicato i dati più recenti sulla situazione finanziaria degli istituti di previdenza. Il rilevamento tempestivo dei dati degli istituti di previdenza, incentrato sui rischi e uniforme a livello nazionale, consente di avere una visione d’insieme aggiornata della situazione finanziaria del sistema della previdenza professionale al 31 dicembre 2024.
Gradi di copertura migliorati grazie a un nuovo anno positivo per gli investimenti
Nel 2024 gli investimenti in capitale sono ulteriormente migliorati: sia i mercati obbligazionari che quelli azionari hanno registrato risultati positivi. Il rendimento patrimoniale netto medio si è attestato al 7,4 per cento (2023: 5,2 %) presso gli istituti di previdenza senza garanzia dello Stato e senza assicurazione completa e al 7,2 per cento (2023: 5,2 %) presso quelli con garanzia dello Stato.
Questo andamento positivo dei mercati si riflette anche nei gradi di copertura: il grado di copertura medio degli istituti di previdenza senza garanzia dello Stato e senza assicurazione completa è salito al 114,7 per cento (2023: 110,3 %) e quello degli istituti degli enti di diritto pubblico con garanzia dello Stato all’88,3 per cento (2023: 84,2 %). Alla fine del 2024, più del 99 per cento (2023: 93 %) degli istituti di previdenza senza garanzia dello Stato e senza assicurazione completa presentava dunque un grado di copertura pari almeno al 100 per cento.
Migliore remunerazione degli averi di vecchiaia grazie ai buoni rendimenti degli investimenti
Grazie alla buona performance media degli investimenti nell’anno in esame, anche il tasso d’interesse medio corrisposto sugli averi di vecchiaia degli assicurati attivi è salito, passando dal 2,31 per cento alla fine del 2023 al 3,76 per cento alla fine del 2024. A titolo di confronto, secondo l’Ufficio federale di statistica nel 2024 in Svizzera il rincaro annuo è stato dell’1,1 per cento (2023: 2,1 %). Nell’anno in esame, dunque, su gran parte dei capitali di previdenza è stato corrisposto un tasso d’interesse nettamente superiore al tasso d’interesse minimo LPP previsto, che per il 2024 è stato pari all’1,25 per cento.
Resilienza finanziaria in un contesto di mercato difficile
Dopo un 2024 positivo, nei primi mesi del 2025 la situazione finanziaria è peggiorata per effetto degli stravolgimenti dei mercati finanziari causati dai dazi imposti dagli Stati Uniti, i quali potrebbero comportare perdite finanziarie per gli istituti di previdenza nel corso di quest’anno. In caso di evoluzione negativa, questi ultimi dovrebbero attingere alle proprie riserve di fluttuazione di valore. Gli istituti che non dispongono di riserve sufficienti sono dunque chiamati a rafforzare la propria capacità di rischio.
Nell’ambito del tema centrale del rapporto sulla situazione finanziaria degli istituti di previdenza di quest’anno, la CAV PP ha svolto uno stress test per valutare la resilienza del sistema svizzero di previdenza. Nel complesso, l’analisi mostra che alla fine del 2024 il sistema era ben preparato per adempiere i propri obblighi anche in periodi difficili.
Priorità alla stabilità e all’integrità degli istituti collettivi e comuni
Anche in futuro la CAV PP presterà particolare attenzione agli istituti collettivi e comuni. Questi affiliano circa tre quarti degli assicurati attivi, presentano talvolta strutture complesse e sono confrontati con una certa frequenza a conflitti d’interesse. Un altro problema per questi istituti è la situazione di concorrenza: per ottenere nuove affiliazioni devono essere attrattivi, il che li può indurre a concedere vantaggi finanziari eccessivi, invece di dare priorità alla stabilità finanziaria a lungo termine. La CAV PP ha dunque emanato una nuova comunicazione sul miglioramento delle prestazioni presso gli istituti collettivi e comuni, in cui definisce il limite al di sotto del quale una remunerazione non viene ancora considerata un miglioramento delle prestazioni. La costituzione di riserve di fluttuazione di valore ha la massima priorità per garantire a lungo termine la stabilità finanziaria di questi istituti, soprattutto in anni con un andamento negativo dei mercati finanziari.
Inoltre, la CAV PP sta lavorando a direttive sui negozi giuridici con persone vicine, al fine di garantire che gli istituti di previdenza non vengano strumentalizzati per il perseguimento di interessi propri. Le direttive mirano in particolare a ridurre al minimo il rischio che a causa di conflitti d’interesse ci si possano procurare vantaggi non conformi alle usuali condizioni di mercato a scapito dell’istituto di previdenza e dei suoi assicurati. La prevenzione di tali conflitti contribuisce a garantire la stabilità finanziaria degli istituti di previdenza e, nel contempo, a promuovere la fiducia nel sistema.
Uniformazione della vigilanza e necessità di modernizzazione nel sistema di previdenza
Nei prossimi tre anni la CAV PP porrà l’accento sull’uniformazione della prassi di vigilanza delle autorità di vigilanza regionali, al fine di garantire un’applicazione coerente delle prescrizioni legali. A questo scopo intensificherà ulteriormente la collaborazione con le autorità di vigilanza regionali.
Parallelamente, la CAV PP ha individuato diversi settori del sistema di previdenza in cui è necessario un intervento a livello legislativo. Tra questi rientra la definizione esplicita di una vigilanza incentrata sui rischi, che comporterà l’obbligo per gli istituti di fornire informazioni in funzione del proprio profilo di rischio. Inoltre, il rapporto degli uffici di revisione è considerato insufficiente, ragion per cui si sta vagliando una modernizzazione delle disposizioni concernenti la verifica e il rapporto. Vi è anche una necessità di chiarimento per quanto concerne il quadro legale relativo all’intermediazione di affari previdenziali. Il bisogno di modernizzazione individuato verrà presumibilmente esaminato dal legislatore nell’ambito della riforma strutturale, al fine di promuovere la stabilità e l’efficienza del 2° pilastro.
Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale (CAV PP)
La Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale (CAV PP) è una commissione decisionale indipendente, le cui attività sono interamente finanziate per mezzo di tasse ed emolumenti. La vigilanza diretta sugli istituti di previdenza compete a otto autorità di vigilanza regionali del luogo in cui gli istituti hanno sede. L’alta vigilanza su tali autorità è esercitata dalla CAV PP e non è soggetta né alle istruzioni del Parlamento né a quelle del Consiglio federale. La CAV PP esercita anche la vigilanza diretta sulle fondazioni d’investimento nonché sul fondo di garanzia e sull’istituto collettore. È inoltre competente per l’abilitazione dei periti in materia di previdenza professionale.
Per tutelare in modo responsabile, guardando al futuro, gli interessi finanziari degli assicurati, la CAV PP esercita una vigilanza uniforme incentrata sui rischi. Con le sue misure e le sue decisioni, che si inseriscono in un contesto macroeconomico a lungo termine, l’autorità intende migliorare costantemente la sicurezza del sistema, la certezza giuridica e la garanzia della qualità.
A tutela dei fondi previdenziali degli assicurati, la legge prevede una gestione degli istituti di previdenza incentrata sui rischi. L’attività di vigilanza deve essere organizzata di conseguenza. Secondo la legge, la Commissione può impartire istruzioni per le autorità di vigilanza o per l’attività dei periti in materia di previdenza professionale o degli uffici di revisione.